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Rimedi Semplici

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Il Decalogo

Chi della roba non fa stima o cura, più della roba la sua vita dura

Vi è un momento di riflessione, una sorta di stasi del pensiero, che manda in tilt o in estasi la nostra mente quando sentiamo o leggiamo le “frasi ad effetto”. Un sillogismo ben studiato, un ossimoro ben posto, del sarcasmo alla bisogna o un’apparente immanenza di saggezza ed ecco che poche parole si elevano popolari in quella catena di bocche e orecchie che può perdurare anche secoli.

Fanno riflettere maggiormente le massime che hanno l’ardire di dare insegnamenti di vita per meglio affrontarla, sorpassare i momenti difficili ed essere d’esempio, ed è innegabile che il loro apporto ci smuove dentro, modifica il nostro animo, ci predispone alla ricettività e ci dona un altro grano salis.

Nell’attimo in cui il pathos cede il passo alla lucidità e la Ragione, riprendendosi dopo esser venuta meno, elabora il senso compiuto di quelle parole, si erge dentro di noi un’emozione di commozione per la comprensione di concetti grandi espressi con così poche e risolute parole. Senti la tua voce interiore che dice “Si! E’ proprio così! Ha proprio ragione! ” e sei pervaso da un senso di beatitudine simile all’illuminazione.

Ancora un attimo ed ecco che, ormai completamente sveglia e materialista come sempre, la Ragione si fa bruta: “Ma com’è che qui tutti dicono sempre COSA fare ma mai nessuno ci dice COME fare? Eccheccazz!”

Il sito Rimedi Semplici è la spiegazione del COME migliorare la vita propria e, per estensione, di chi vi sta vicino.

Ho sintetizzato tutto in 10 “Sommi” Rimedi Semplici in ordine non necessariamente cronologico o prioritario.
Non sono certo gli unici rimedi ma indubbiamente sono i più importanti.
Ad ognuno dedicheremo degli articoli specifici e faremo comprendere come e perché un approccio così ampio è in grado di essere così risolutivo per problemi (solo apparentemente) non affini.

La lettura di quanto segue potrebbe non risultare di immediata comprensione. E’ per menti sveglie, già “immanicate” nell’argomento. Ho usato poche parole per i buoni intenditori. In futuro specificheremo meglio tutto quanto.

1 – Comunicare

Quando si incontra qualcuno a cui vale la pena di parlare e non gli si rivolge la parola, si è perduto un uomo.

Il primo e sicuramente più efficace Rimedio per risolvere il 99% dei problemi è di comunicarli al mondo. Un amico, un conoscente o persino un estraneo può essere un tassello importate per ovviare i tuoi problemi. Siano essi lavorativi, economici o affettivi, c’è sempre qualcuno che c’è passato prima di te, o che può procurarti un pezzo materiale o una conoscenza giusta che fa al caso tuo e che sarà ben felice di condividere con te queste informazioni. Sei in mezzo a degli estranei? Che importa?! Fai una battuta e prendi confidenza: saranno nuovi amici oppure attraverso loro conoscerai persone che lo diventeranno. Alla peggio hai fatto due chiacchiere e passato un piacevole quarto d’ora: male non può mai fare!

Vi sono altri aspetti da conoscere sulla comunicazione: così come tu comunichi al mondo il mondo comunica con te: affina i tuoi sensi, elabora le situazioni, ripensaci mentalmente in chiave differente, immagina gli altri come tuoi maestri e le situazioni come lezioni da apprendere. Il mondo ha un suo linguaggio e tu devi impararlo, conoscerlo ed usarlo: creati le opportunità, sii una spugna avida di informazioni e sii fiducioso anche se ricevi delle interferenze (ovvero i NO della vita). Il mondo che ti circonda ti comunica continuamente informazioni che possono fare la differenza nella tua vita e devi essere in grado di cogliere l’attimo.

2 – Condividere talenti e risorse

Do ut des

Tanto più doni agli altri, tanto più loro avranno piacere nel donare a te. Se condividi con loro conoscenza riceverai più conoscenza, se condividi le tue idee ti daranno nuove idee, se generi ricchezza per gli altri essa ti tornerà in misura maggiore.
Metti a disposizione il tuo tempo libero per sviluppare una passione che possa essere utile per te e per gli altri; se già hai un’attività, essa potrebbe essere un buon appoggio per qualcun altro. Per esempio: se sei un fruttivendolo e compri all’ingrosso per vendere al minuto, potresti condividere la tua possibilità di comprare all’ingrosso con chi mangia quantità enormi di frutta, vendendo a casse intere. I clienti che compreranno le casse intere si troverebbero a spendere meno e con lo stesso sforzo di sempre ti ritroveresti ad aumentare i volumi di vendita che spesso si traducono in uno sconto maggiore all’acquisto aumentando il rendimento del negozio. Devi solo aprire agli altri le tue possibilità e potenzialità.
Più cose impari dalla vita, più porte potrai aprire al tuo futuro aumentandone la qualità e la godibilità.

3 – Crescere ed aumentare le competenze

Chi ha smesso di imparare, ha smesso di vivere

Vi è un solo modo per evitare quanto più possibile l’insorgere di problemi, per evitare errori (anche personali o sociali), ed avere maggiore capacità di risolverli nel caso capitassero lo stesso: ampliare ed approfondire le proprie conoscenze e competenze.
Tanto più aumenteremo la nostra capacità di analisi e avremo le idee chiare su cosa sta succedendo, o potrebbe succedere, tanto più avremo capacità di sintesi e potremo prevedere – e prevenire – i punti critici e porre una soluzione prima ancora che il guaio accada.

Maggiore sarà la nostra cultura maggiori saranno le persone con cui relazionarci e maggiori le situazioni che potremo vivere serenamente.
Pensate ad un vecchio contadino senza istruzione scolastica che decidesse di fare un sito internet… in inglese! In cambio dello sforzo di imparare una lingua e una tecnologia moderna, ne riceve un vantaggio economico non indifferente: ora può commerciare con tutto il mondo!
Studiate, leggete, informatevi, provate, sperimentate, scambiatevi consigli.
Non smettete mai di imparare.

4 – Ampliare i valori umani

Non di solo pane vive l’uomo

Accanto ai valori umani che ognuno di noi persegue come il benessere personale e familiare, affiancate quelli sociali.
Se consideraste le buone azioni verso gli altri come denaro contante che ricevete seduta stante allora sarete stimolati a fare continuamente buone azioni!
Si metterà in moto un meccanismo per il quale sarete al centro di un movimento di cui godrete tutti gli onori morali e vantaggi economici. Non necessariamente dovete salvare il mondo ma ponetevi l’obiettivo di aiutare i vostri amici o di coinvolgerli nelle vostre attività.
Considerate la correttezza morale come qualcosa di imprescindibile nelle vostre azioni e scelte di vita.

Rispettate il vostro habitat e il Pianeta (Gaia) e tutelateli dai gruppi di potere che li calpestano.

La ricchezza materiale è importante ma non è un valore umano e non può essere mai un fine da perseguire: essa è un mezzo per appagare le nostre necessità e i nostri desideri. Raggiungere il proprio scopo con mezzi e strumenti diversi dal danaro è ugualmente appagante; ricercare il mezzo (il denaro, un auto o qualsiasi cosa di materiale) come fine è inutile: sarebbe come dare più valore alle posate che non al cibo. Il cibo senza posate è ugualmente desiderabile, le posate senza cibo sono inutili.

Tutte le grandi personalità hanno contribuito alla società con valori umani e non economici. Sii consapevole di questo.

Impegnate parte dell’economia che otterrete per operare in favore degli altri.

5 – Agire

Alle persone oziose non mancano mai scuse

Un giorno mi dissero: “La differenza tra il dire e il fare è.. il fare!”
Il senso e il significato che ha questo proverbio “modificato” è intuibile. La maggior parte delle persone non fa, non agisce.
Spesso faccio riflettere su come Dante collocò i “Pigri” sulla spiaggia del Purgatorio, nemmeno degni di farne parte e posti quindi appena un gradino più su dell’Inferno: sembrerebbe, quindi che l’Umanità non sia molto diversa dal 1500 e che già vi fosse chi criticava questo pessimo vizio.
Agire significa materializzare i nostri pensieri, significa essere costruttivi, agire significa anche “donare” una parte di noi stessi agli altri in modo concreto.
Rimandare a domani, aspettare che qualcun altro faccia le cose per primo, lasciar passare treni carichi di opportunità è un atteggiamento non positivo nei confronti della Vita e di se stessi; non è una vita piena se lasci che il tuo tempo scorra senza una causa o un obiettivo da raggiungere o senza il proprio apporto nel mondo.
Agisci. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Parola di Gandhi.

6 – Insegnare ed educare

Sotto un buon maestro esce un buon discepolo

Avete un talento degno di nota? Insegnatelo.
Avete una preparazione e cultura specifica? Insegnatela.
Avete imparato molte lezioni di vita? Insegnatele.

Ognuno di noi è portatore di una ricchezza immensa: la propria personalità, la propria storia, la propria esperienza.

Gli insegnamenti sono quanto di più importante lasciamo al mondo. Se siamo consapevoli, come suggerisce il pensiero orientale, che “gli altri sono nostri maestri” allora anche noi siamo maestri per gli altri: insegniamo con consapevolezza, dedizione e passione.
I nostri gesti sono insegnamenti per i nostri figli, le nostre parole sono insegnamenti per chi ci segue, le nostre idee sono insegnamenti per il mondo.
Insegnando, imparerete molte cose.

7 – Delegare

Chi compra a tempo, vende nove per altri e un per sé.

Per delegare ci vuole una certa dose di coraggio o di fede, ma è un’azione tanto preziosa quanto proficua: significa moltiplicare il tempo (risorsa davvero scarsa in questo inizio secolo), moltiplicare le forze e ampliare le capacità.

Le nostre personali insicurezze spesso ci impediscono di delegare anche le cose più semplici poiché la psiche umana proietta all’esterno le paure e i timori, dipingendo “gli altri” come individui di cui “non ci si può fidare”. Nemmeno ci si accorge di tutti questi pensieri e, semplicemente, facciamo tutto da soli, senza chiedere aiuto, senza organizzare il lavoro (casalingo o professionale) gravandoci così di oneri di cui, però, ci si potrebbe sgravare.

Emulando invece chi dal delegare ne trae il massimo beneficio possiamo ottenere molto. Ben lo sanno tutti i manager che vivono delegando i vari responsabili di reparto.

E’ importante iniziare a delegare, a costo di qualche batticuore i primi tempi. Il consiglio è di delegare con il massimo delle istruzioni e delle premure possibile, cercando di essere lungimiranti e prevedere i potenziali pericoli e iniziando sempre con incarichi semplici in modo da “testare” il grado di affidabilità del delegato.

A nostra volta, quando siamo noi i delegati, cerchiamo di dare il massimo per mantenere le aspettative del delegante e di non fraintendere mai le richieste che ci vengono fatte, a costo di fare mille domande prima di iniziare le operazioni.

Tutte le azioni di questo decalogo hanno sempre un risultato win-win ovvero entrambe le parti devono sempre avere un vantaggio o un profitto (non necessariamente economico).
Così mentre chi delega riceve in cambio maggior tempo a disposizione o un maggior risultato nello stesso arco di tempo, il delegato avrà invece modo di imparare ad essere responsabile, di fare esperienze anche nuove, e la soddisfazione di essere di aiuto.

Pensate a quanti figli vorrebbero essere più considerati e partecipativi! Impegnarli con dei compiti “da grandi” è un modo per farli crescere facendogli comprendere cos’è la responsabilità e per stringere i legami genitoriali.
Altro esempio: siete indecisi sulla meta delle vostre vacanze ma avete un amica impallinata coi viaggi? Provate a chiederle di organizzare la vostra vacanza descrivendo al meglio le vostre esigenze e i vostri desideri e vedrete che vi troverà tante soluzioni solo per il piacere di farvi piacere.

Di esempi potrebbero essercene tantissimi ma è soprattutto nella vostra vita di tutti i giorni che potreste identificare le azioni che potreste delegare.

Attenzione: delegare non significa imporre e ricordatevi che per alcuni compiti potrebbe essere necessaria una formazione adeguata, quindi non pretendete che tutti siano sempre disponibili o che tutti sappiano fare tutto al primo colpo. Siate molto particolareggiati nelle descrizioni della delega e cercate di assegnare compiti fattibili. Chiedere ad un pensionato di farvi un ricerca su google potrebbe non essere un compito realizzabile!

Ultima cosa: create sempre un piano B nel caso la delega fosse disattesa…

8 – Controllare

Metti in pratica ciò che predichi.

Non c’è delega senza controllo. Dopo aver passato le responsabilità agli altri, è giusto riprendersele: nel momento in cui, a seguito del controllo, verifichiamo che il compito è stato eseguito allora tutto ciò che succederà da quel momento in poi graverà sulla nostra responsabilità, nel bene e nel male.

Anche nella vita quotidiana non smettete mai di controllare: un’occhiata (anche di sottecchi), un rumore, un dubbio potrebbero fare la differenza, a volte poca a volte molta. Controllare significa essere vigili e responsabili sempre, per se e per gli altri.

Fate attenzione: controllare dovrebbe far parte dei nostri modi di fare e non modi d’essere, altrimenti si cade vittima di ansie e di vertigini e vivremmo la vita come un calvario. Non significa nemmeno stare col fiato sul collo degli altri, né generare ansie a chi ci sta vicino (questione di rispetto e di buonsenso).

Se siamo noi a dover essere controllati, allora rendiamo il più agevole (e piacevole) possibile questo compito: non c’è nulla da temere se si vive con correttezza, moralità e professionalità. I nostri controllori ci indicano la strada da seguire per crescere: approfittane.

N.B.: non mi sto riferendo né giustificando in alcun modo il “controllo” che ci impongono dall’alto i “Soliti Ignoti”…

9 – Aspettare

La pazienza è la virtù dei forti.

Camillo Benso di Cavour aveva un modo molto particolare di gestire le pratiche urgenti. Dopo che i suoi segretari gli porgevano i larghi fogli e i pesanti fascicoli, egli li poneva delicatamente in un angolo della sua scrivania e vi giacevano per 3 giorni prima che li leggesse.
Ben sapeva che l’80% di quelle “urgenze” al fine si sarebbero risolte da sole perché le situazioni anomale tendono costantemente ad un nuovo punto di equilibrio.
Sembra quasi un assurdo ma, molto più spesso di quanto ci immaginiamo, la scelta di non intervenire nel continuo fluire degli eventi è la scelta migliore. L’Universo complotta per soddisfare i nostri desideri: lasciamolo fare.

Agire d’impulso, essere ansiosi, l’aver fretta, sono tutte condizioni che inducono all’errore, al guaio.

Aspettare non significa non far nulla, anzi, a contrario significa fare maggiore esperienza prima di, ad esempio, mettersi a lavorare in proprio, o verificare meglio le condizioni del nuovo contratto che qualche imbonitore di turno cerca di farci firmare seduta stante.
Insomma, in questo contesto, aspettare è cosa ben distinta dall’essere pigri o inattivi perché l’attesa dev’essere foriera di meticolose attenzioni, di ricerca di nuove informazioni o maggiore formazione.

10 – Gioire

Dipingerò questo giorno con il sorriso; incornicerò la notte con il mio canto. Non mi affaticherò mai per essere felice; piuttosto mi manterrò troppo occupato per essere triste. Gioirò oggi della felicità di oggi.

Questo è il senso ultimo della vita. Perché non approfittare fin da subito e goderci la nostra fetta di felicità?
L’atteggiamento positivo interiore è il segreto per rendere la vita degna di essere vissuta!
Cosa, se non la gioia di vivere, la gioia dei figli o la gioia di realizzare i propri desideri può essere la fonte della nostra serenità?

Gioire è un attitudine, non un’azione. Puoi iniziare gioire in questo preciso momento: non costa nulla. Gioisci sinceramente, ovvero, ricerca tutti i motivi che hai per gioire e permani in questo stato ogni momento della giornata. Se non hai motivi per gioire, significa che la tua vita è drasticamente da migliorare e il modo migliore è mettendo in pratica il decalogo di Rimedi Semplici.